Alzheimer: quanto dormire dopo pranzo per abbassare il rischio

Uno studio recente ha individuato il numero di minuti giusti in cui dormire dopo pranzo per abbassare il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer.

Ma cos’è l’Alzheimer? Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza, un termine generale che si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente grave da interferire con la vita quotidiana. Il morbo di Alzheimer rappresenta il 50-80% dei casi di demenza.

Dormire dopo pranzo è un’abitudine comune, soprattutto nelle persone che superano i 50/60 anni. Forse, però, anche voi avete questa abitudine per recuperare un po’ le energie che avete speso durante la mattinata.

Gli esperti dicono che, in questa abitudine, ci sono dei lati positivi e dei lati negativi per la nostra salute. Nonostante sembri una cosa innocua concedersi un po’ di tempo per abbandonarsi al mondo onirico, non è del tutto così scontato. Tra i lati positivi è stato scoperto che molte persone, grazie alla pennica, hanno ottenuto un rischio minore di contrarre il morbo di Alzheimer.

Lo studio di cui stiamo parlando è stato pubblicato dalla rivista General Psichiatry. Il gruppo preso in esame dai ricercatori era formato da oltre 2.000 persone con un’età superiore ai 60 anni. L’intento era analizzare i benefici e gli effetti negativi sulla salute della pennichella pomeridiana che moltissime persone si concedono.

Osservandone il comportamento è emerso che il riposino dopo pranzo avrebbe molti benefici sul cervello, ma anche sulla memoria e sul linguaggio. Questo riporta una cosa importante, il cervello che si riposa dopo pranzo ha un rischio minore di contrarre il morbo di Alzheimer fino all’84%. Si tratta di un dato davvero imponente. Ma il riposino deve essere assolutamente breve perché se è troppo lungo ecco che compaiono immediatamente gli effetti negativi.

Gli studiosi hanno quindi profilato tutti i benefici per il cervello che indiscutibilmente ci sono a patto che i riposini dopo pranzo siano minori di 30 minuti e non tutti i giorni, al massimo quattro. In questo modo ci saranno soltanto benefici. Se, al contrario, ci si concede più tempo per la pennichella allora il rischio di malattie cardiovascolari e altre malattie si alza di parecchio.

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