Mirto il simbolo della Sardegna

Storia, proprietà e mitologia

La pianta del mirto, tipica della macchia mediterranea, è diffusissima in tutta la Sardegna.

Il Mirto e la Sardegna

Dalle bacche si ricava il più tipico dei liquori sardi, il Mirto di Sardegna, che dal 1998 è stato riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole come Pat, ossia Prodotto Agroalimentare Tradizionale.
La produzione di questo liquore è estesa in tutta l’isola, nasce dall’unione di quattro ingredienti: le bacche, lo zucchero, l’acqua e l’alcool etilico. I tempi di preparazione vanno dai 30 ai 50 giorni.
Le bacche ben mature vanno lasciate macerare nell’alcool per una quarantina di giorni, in seguito il prodotto ottenuto va filtrato e unito ad uno sciroppo realizzato con lo zucchero e l’acqua, dopodiché  va conservato in bottiglie di vetro.

La ricetta del mirto è piuttosto nota, meno noti sono le leggende e il mito a esso legate.

Il liquore è particolarmente utilizzato per le sue proprietà digestive.

Storia e leggende

Secondo un’antica credenza proveniente dalla Grecia una giovane ragazza di nome Myrsine, dotata di straordinarie doti atletiche, venne trasformata in una pianta di mirto dalla dea Pallade per aver superato un ragazzo in una gara di atletica. Da qui avrebbe avuto origine la tradizione ellenica di incoronare i vincitori delle prime Olimpiadi con dei ramoscelli di mirto.
Nella tradizione romana con lo stesso venivano incoronati i poeti e i guerrieri trionfanti, che erano stati in grado di conseguire delle vittorie senza spargimento di sangue.

Attorno a questa pianta aleggiano una serie di significati positivi, vista come segno di fecondità coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, come augurio di una vita serena e felice.
Tutt’ora in alcune località viene inserito qualche ramoscello di mirto all’interno dei bouquet delle spose come simbolo di buon auspicio.

Conosciuto sin dall’epoca medievale, quando si estraeva dai suoi fiori la cosiddetta Acqua degli Angeli tutt’oggi impiegata nella cura della pelle come tonico e disinfettante, ne venivano apprezzate anche le proprietà cosmetiche

I rametti si possono bruciare alla stregua dell’incenso.

Benefici

Per le sue proprietà balsamiche, antisettiche, astringenti e antinfiammatorie, il mirto è impiegato per la cura di problemi del sistema respiratorio e dell’apparato digerente: il liquore prodotto dalle bacche, infatti, ha proprietà digestive come già segnato in precedenza.

Ricco di oli essenziali, il mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo e altri principi attivi minori, tannini e resine, lo rendono un prezioso ingrediente in erboristeria.

Molto utile nei casi di cistite, nei problemi di digestione, nelle gengiviti e nelle emorroidi. 

Della pianta si utilizza tutto: foglie, fiori e bacche. Dai fiori si ricava l’essenza che viene appunto utilizzata in campo cosmetico, le foglie invece, una volta essiccate, vengono utilizzate per insaporire piatti a base di carne e di pesce ma anche per la preparazione di infusi.

Le bacche, oltre a poter essere consumate fresche, vengono impiegate per la preparazione del liquore.

Con le foglie di mirto si può preparare:

  • un decotto, usato contro bronchite e infiammazioni delle vie respiratorie;
  • un infuso,  utile contro le emorragie e come astringente in caso di diarrea.

Controindicazioni

Non vi sono particolari controindicazioni nell’assunzione del mirto; l’unico effetto collaterale potrebbe essere rappresentato da allergie cutanee ed è sconsigliato alle donne in gravidanza ed ai bambini fino ai due anni di età.

8 pensieri riguardo “Mirto il simbolo della Sardegna

  1. Sono praticamente astemia e quando bevo, anche solo un bicchiere di spumante, non ti dico le risate che mi faccio, 😁. Ma ad una fiera i miei genitori avevano comprato una bottiglia di mirto e, per curiosità, ho voluto assaggiarne un bicchierino piccolo. Molto buono ma mi è bastato perché l’alcool mi va subito alla testa, 🤦‍♀️. Non essendo abituata all’alcool “l’effetto ridarola” è praticamente immediato, 😂.

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