Benessere il viaggiatore nel tempo!

antiche conoscenze tornano in auge oggi.

Kafka diceva che “Scrivere una ricetta è facile, ma ascoltare la sofferenza è molto, molto più difficile”.

i Greci erano convinti che non vi fosse nessuna educazione scolastica valida, se a questa non veniva affiancata un’energica attività sportiva. 

Mens sana in corpore sano «mente sana in corpo sano» è una locuzione latina tratta da un capoverso delle Satire di Giovenale.

Quando la filosofia insegnava la medicina dell’anima per curare il male fisico, infatti, la salute del fisico, della psiche e la cura di sé costituivano per i nostri antenati un fattore importantissimo. Un elemento sostanziale e basilare dell’educazione di ogni individuo e questi erano: igiene, alimentazione, cura del corpo ed esercizio fisico.

La medicina occidentale nasce intorno al V° secolo a.C. come medicina geocentrica dove le condizioni di salute erano valutate in base all’ambiente in cui si viveva.

L’attenzione era rivolta, come insegnava ed insegna tutt’ora tramite i suoi scritti Ippocrate, all’aria che si respira, all’acqua che si beve, ai cibi con cui ci si alimenta ed ai luoghi in cui si vive.

Non potrebbe esserci conoscenza tanto antica da essere estremamente contemporanea come quella di Ippocrate, ora che la qualità dei cibi, dell’aria, di vita in generale degenera sempre più velocemente.

In quella fase il medico era anche un filosofo e quando si parlava di filosofia si intendeva la pratica della comunicazione. Ippocrate scriveva nel suo trattato sulla malattia «iatros philosophos isotheos», il medico che si fa filosofo diventa pari a un dio.

La medicina ad alta specializzazione tecnologica ha contribuito a distanziare medico e malato. Dallo stetoscopio che nell’800 ha cominciato a separare l’orecchio del medico dal corpo del paziente fino alle macchine sempre più sofisticate che, permettendo straordinari progressi della medicina, hanno però dilatato ulteriormente questa distanza.

Il ritorno ad una visione di medicina antropocentrica

Fondamentale nel decorso della malattia diventa il coinvolgere la soggettività del paziente per, a sua volta, impegnare la soggettività del medico.

Il medico deve coraggiosamente utilizzare la sua intuizione per valutare il paziente nella sua interezza, essere umano che vive delle sue emozioni, dolori, vissuti, speranze, ansie ed anche ambizioni, quindi anche quella sfera in grado di spingere il paziente ad una guarigione che lo stimoli. Analizzando l’ ambiente sociale in cui l’individuo è immerso costantemente, elementi, questi, tutti correlati e che possono influire enormemente sulla sua malattia.

Ad oggi esiste ed è necessario coltivare questa esigenza di preparare i medici al rapporto con il paziente, recuperarne la capacità di ascolto e di mettere in relazione se stessi come medici con loro tramite le parole, i silenzi ed i gesti. Ricorderete l’articolo relativo all’importanza della PAROLA.

Nuovo benessere che nasce dalle conoscenze antiche, il benessere moderno!

L’ OMS definisce il benessere e lo stato di salute come “uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o infermità”.

Da qui la medicina diventa “bio-psico-sociale”: l’approccio iniziale volto alla salute della persona tendeva ad essere riduzionista, in quanto considerava la malattia da un punto di vista strettamente organico. L’attuale modello invece verte a considerare la persona nella sua interezza, intesa come la risultante di fattori biologici, psicologici e sociali.

Entrando nello specifico, la dimensione biologica dell’individuo comprende il corpo, il suo patrimonio genetico e l’organismo con tutte le funzionalità e viene completata dalla dimensione psicologica, comprendente di processi cognitivi, vita affettiva e spirituale. A sua volta, si inserisce in una dimensione di più grande spettro, che è quella sociale, che include l’aspetto relazionale, il rapporto con l’altro e appunto l’ambiente in cui la persona vive.

L’approccio bio-psico-sociale è il modello da utilizzare quando si parla di malattia dolore, in particolare di dolore cronico, proprio perché in questo caso ad essere coinvolto non è solo il corpo, ma anche la psiche e le relazioni sociali della persona che ne è affetta. Una visione totale dell’essere umano unico e non posizionabile in una scala statistica globale.

Grazie di aver letto l’articolo. Se volete lasciate un commento qui sotto, ditemi che ne pensate.

4 pensieri riguardo “Benessere il viaggiatore nel tempo!

  1. Ben detto, 👍👍: corpo e mente vanno di pari passo. In tempi moderni, con tutto lo stress, gli impegni e le mille attività di ogni giorno, la mente è sempre super impegnata e, di conseguenza, anche il fisico finisce con il risentirne. Sarebbe bello poter, ogni giorno, ritagliarsi almeno una mezz’ora solo per sé in cui rigenerarsi e coccolarsi con qualcosa che ci fa stare bene. Lo yoga, una passeggiata nel verde, qualche pagina di un bel libro… i modi per avere cura di sé sono davvero tantissimi e sta solo a noi trovare un momento giusto in cui concederci un po’ di sano relax, 🙂.

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