Calendula Officinalis

UNA PIANTA DALLE ORIGINI MISTERIOSE

Apro con un pensiero, il benessere è un aspetto che deve coinvolgere a 360° il nostro essere. La salute psicofisica, il sapere, la conoscenza sono linfa vitale per ritrovare l’equilibrio. Sono aspetti universali che prescindono da credi religiosi o altro. Il sapere ciba la mente, la meditazione la preserva, il cibo nutriente e naturale la conserva, il riposo la cura e la rigenera, l’amor proprio la idrata.

Negli antichi testi e trattati sulle erbe OFFICINALI si trova spesso la Calendula, in un manoscritto di Santa Ildegarda, la badessa ne prescriveva l’utilizzo per curare disturbi intestinali e per l’impetigine del cuoio capelluto.

In un erbario medievale, il manoscritto Aldini 211, conservato alla biblioteca dell’ Università di Pavia, si parla diffusamente della pianta proprio in merito al suo impiego in caso di blocco mestruale, indicando che la Calendula, per essere attiva dev’essere colta “da sopra in giù”.

Nel trattato si raccomanda di non usarla in gravidanza in quanto potrebbe provocare un aborto. Il suo succo veniva prescritto contro il mal di denti. Nel testo si riferisce che per Dioscoride, la pianta somministrata in vino misto ad acqua dove vi sia stata sciolta la “fuma arboris”, curasse le tossi antiche e stimolasse l’appetito, mentre, bevuta senza mescolarla con acqua, fosse utile per i calcoli.

Nell’Erbario di Trento sec XIV-XV, della Calendula vi è scritto “vale contro la pestilença”…

L’origine della Calendula officinalis è avvolta dal mistero, si ritiene provenga dal Marocco o che sia una derivazione di una specie diffusa in Europa meridionale giunta dalla Persia e dall’Arabia chiamata Calendula arvensis. Sta di fatto che la Calendula OFFICINALIS sembra non sia mai stata individuata allo stato spontaneo. 

La Calendula contiene flavonoidi, polisaccaridi, fitosteroli, mucillagini, acido salicilico, sostanze amare e caroteni oltre all’olio essenziale.

Dalla pianta si beneficia della tintura madre, dell’olio essenziale e dei fiori essiccati che sono commestibili, lì si trovano ridotti in una farina chiamata Marigold.

La Calendula OFFICINALIS viene impiegata nelle disfunzioni dell’apparato genitale femminile, regolarizzando il ciclo mestruale per quanto concerne il flusso. In più essendo antispasmodica agisce nel calmarne i sintomi dolorosi.

La sua virtù antinfiammatoria è impiegata in caso di coliti, gastrite, ulcera ed altre patologie a carico dei tessuti interni, grazie alla presenza di mucillagini che agiscono sulle irritazioni delle mucose.

La Calendula oltre ad uso interno, la si può applicare esternamente, così da sfruttarne le altre caratteristiche come l’essere

  • Antidolorifiche e antispasmodiche, calma i dolori
  • Antidismenorroiche, calma i dolori mestruali
  • Antinfiammatorie, la calendula è efficace contro le punture di insetti imenotteri e contro il veleno di meduse, attinie e contro le dermatiti
  • Antinfiammatorie, la calendula è efficace contro le punture di insetti imenotteri e contro il veleno di meduse e Attinie e contro le dermatiti
  • Antiulcera, effetto citoprotettore sulla mucosa gastrica, i saponoidi hanno un’azione antiulcera
  • Cicatrizzanti, l’attività cicatrizzante è dovuta alla maggiore produzione di fibrina e formazione di nuovo epitelio
  • Coleretiche, incremento della secrezione di acidi biliari
  • Disinfettante, capace di distruggere microrganismi nocivi
  • Emmenagoghe, capace di provocare le mestruazioni nel caso siano assenti o ridotte
  • Emostatica, arresta la fuoriuscita del sangue dalle ferite
  • Idratanti, per pelli secche e arrossate, per screpolature
  • Ipotensive e bradicardica, leggera riduzione della pressione arteriosa e dell’attività cardiaca
  • Lenitive, lenisce il bruciore
  • Emolliente il rimedio ottimale contro scottature, ferite, arrossamenti e irritazioni della pelle, ulcere della bocca ed infiammazioni gengivali.

Uso cosmetico

Le molteplici proprietà riconosciute alla calendula hanno portato alla preparazione di una grande quantità di prodotti, reperibili con facilità nelle erboristerie e nelle farmacie.

Tutte le preparazioni a base di calendula possono essere preparate in casa, previo un breve e facile corso per l’apprendimento delle tecniche.

Di seguito diamo alcune indicazioni di prodotti che si possono ottenere con la calendula, con i suoi derivati e delle loro applicazioni. Importante è avere a disposizione fiori freschi da piante biologiche e non esposte ad agenti atmosferici inquinanti. I fiori si possono trovare nelle erboristerie oppure è possibile seccarli in casa.

Una manciata di fiori freschi in un sacchetto di tela, unito all’acqua calda del bagno, produce un effetto decongestionante, addolcente e idratante.

Gli estratti entrano nella composizione di saponi, creme, creme da barba, latte solare.

La Calendula dunque viene principalmente utilizzata ai giorni nostri in ambito cosmetico ed in ambito erboristico ma ha trovato un suo spazio anche nella dimensione culinaria, può essere usata per insaporire e colorare brodi e risotti, i petali hanno infatti pigmenti simili a quelli dello zafferano.

I bottoni fiorali, conservati sott’aceto, insaporiscono salse, piatti di riso, pasta e carni lesse.

Per quanto concerne le Controindicazioni correlate a questa pianta, per assunzione od utilizzo, non ne sono mai state rilevate, addirittura anche il rischio di esserne allergici è molto contenuto, ma non dovete usarla in gravidanza e tantomeno se avete il sospetto di essere incinte perché può provocare complicazioni.

Rimedi e ricette

Infuso di calendula

Mettere due cucchiaini da caffè di fiori di calendula essiccati in 1/4 di litro d’acqua bollente, coprire e lasciare riposare per 10 minuti, filtrare.

Viene utilizzato come calmante per occhi arrossati e per gengive arrossate. Immergere una garza nell’ infuso tiepido di calendula e applicare sugli occhi per 15 minuti.

Infuso per semicupi

Il semicupio è un bagno parziale con erbe che viene effettuato seduti in una vasca corta e con spalliera, immergendo nell’acqua tiepida la parte infiammata. Viene utilizzato in caso di accessi acuti di emorroidi.

Si utilizzano fiori di calendula con altre erbe a effetto emolliente e astringente.

Ingredienti: 5 g di fiori di iperico, 5 g di fiori di malva, 6 g di fiori di calendula, 7 g di petali di rosa, 1 litro di acqua depurata.

Preparazione: Portare a ebollizione l’acqua e lasciare in infusione per 5 minuti. Filtrare e versare un altro litro di acqua bollente sui fiori e riempire per 1 /3 la vasca con acqua tiepida e i due infusi. Nella fase acuta delle emorroidi, ripetere tutti i giorni il lavaggio, tenendo immersa la parte dolorante per almeno 15 minuti.

Tintura madre

Si può utilizzare sia per via esterna che interna.

La tintura madre è la più conosciuta e utilizzata in fitoterapia per le sue molteplici proprietà si trova facilmente nelle farmacie e nelle erboristerie in boccette contagocce di 50 ml.

Si può anche preparare facendo macerare dei fiori freschi in una soluzione di acqua e alcol per circa 15-20 giorni agitando il contenitore che ha la funzione di potenziare i principi attivi della pianta.

Ha un’azione antinfiammatoria e decongestionante. Agisce su eruzioni cutanee, scottature o ferite. Rimargina i punti di sutura del parto e le ragadi al seno durante l’allattamento. Usata per risciacqui delle mucose e per gengive infiammate, per gargarismi, mal di gola, come disinfettante naturale soprattutto sulla pelle dei neonati e nella pulizia del cordone ombelicale. Per uso interno cura gastriti, coliti e infiammazioni dei tessuti interni.

Impacco di calendula per ferite con abrasioni

Ingredienti: 50 gocce di tintura madre di calendula, 100 ce di acqua sterile.

Utilizzazione: Applicare con garza sulla parte interessata.

Soluzione antibatterica

Ingredienti: 25 g di tintura madre di calendula, 25 g di tintura madre di lavanda, acqua sterile.

Preparazione: Diluire in acqua sterile 1:10 e applicare sulla parte con compresse di garza.

Maschera per pelli secche e arrossate oppure eritema da pannolino

Ingredienti: 4 g di tintura madre di calendula, 30 g di amido, 130 g di glicerina, 100 ce di acque sterili.

Preparazione: Sospendere l’amido nell’acqua, aggiungere la glicerina e la tintura madre, riscaldare a bagnomaria, rimescolando fino a ottenere una pasta cremosa. Spalmare sulla pelle e dopo 10 minuti sciacquare abbondantemente con acqua calda.

Collutorio per gengive infiammate

Ingredienti: 10 g di fiori di calendula, 20 g di foglie di menta piperita, 1 litro di acqua depurata.

Preparazione: Fare bollire per 2 minuti le foglie. Lasciare riposare per 10 minuti, filtrare e conservare in frigorifero.

Polpa

Si ottiene pestando in un mortaio fiori freschi. Applicata sulla parte, guarisce contusioni, punture di insetti, acne.

USO INTERNO


Decotto

Fare bollire per circa 10 minuti quattro cucchiaini di fiori essiccati di calendula in 1/2 litro di acqua bollente. Lasciare riposare e filtrare. Bere due tazze al giorno a stomaco vuoto per alleviare la tosse, e sintomi influenzali, cattiva digestione e infezioni gastrointestinali.

Infuso

Lasciare in infusione in acqua bollente un cucchiaio di foglie di calendula per 10 minuti, filtrare. La tisana è leggermente amara e può essere dolcificata con miele. E indicata per stati infiammatori, e per digestione difficile.

Nell’infuso sono presenti sostanze amare che stimolano la digestione.


La pomata di calendula applicata nel padiglione auricolare dei conigli è risultata essere particolarmente efficace nel trattamento della rogna psoroptica.

Nella prevenzione delle mastiti dei vitelli si utilizza la tintura di calendula al 10% dopo ogni mungitura per il lavaggio della mammella. Viene impiegata nella disinfezione periodica dell’impianto di mungitura.

Oleolito

Utilizzare fiori di calendula secchi. Mettere in un contenitore di vetro i fiori e ricoprirli con olio extravergine di oliva o olio di mandorle. Chiudere ermeticamente il contenitore e lasciare macerare per 2 mesi. I principi attivi dei fiori passeranno nell’olio. Girare il contenitore ogni 2-3 giorni. A termine della macerazione, filtrare, strizzare i fiori e mettere l’olio così ottenuto in una bottiglia scura. Per conservarlo più a lungo, tenere il contenitore in ambiente asciutto e al buio. I fiori (petali) strizzati potranno essere riusati per arricchire la preparazione del sapone.

Crema

La crema è una miscela di oleolito di calendula, cera d’api e acqua in proporzioni definite.

Viene usata come idratante per il viso e le mani, per il trattamento dell’acne, per screpolature delle mani e per le piaghe da decubito. Contribuisce alla prevenzione dell’invecchiamento della pelle e favorisce la rigenerazione cutanea.

Unguento

L’unguento è una miscela di soli componenti grassi, cera vergine d’api, olio extravergine di oliva o olio di mandorle, olio essenziale di calendula, oppure oleolito di calendula. Ottimo da utilizzare al mattino in sostituzione della crema idratante, in quanto nutre e protegge, soprattutto se usato sulle pelli screpolate e danneggiate o sulle rughe e alla sera prima di coricarsi. Utilissimo sulle pelli dei neonati in caso di arrossamenti da pannolino o su eritemi esterni; sulle ragadi da allattamento aiuta la cicatrizzazione. Ammorbidisce, la pelle indurita dei calcagni. Ha effetto lenitivo sulle punture da insetti. Risulta oleoso e viene assorbito velocemente dalla pelle.

Sapone

I petali dei fiori di calendula si possono utilizzare per arricchire il sapone realizzato in casa con il sistema tradizionale o attraverso la saponificazione a freddo. I due sistemi di saponificazione si possono attuare in ogni cucina, previo facile corso di preparazione per apprendere le diverse tecniche che, seppure semplici, richiedono un procedimento rigoroso.

Altri usi

I fiori freschi o essiccati di calendula tritati vengono utilizzati come colorante naturale per colorare la seta e la lana per ottenere le varie sfumature di giallo.

Molte varietà sono utilizzate per bordure o aiuole, recisi vengono usate in composizione floreali oppure essiccate per pot-pourri, perché non perdono il loro colore naturale.

Risotto alla calendula

Ingredienti per 4 persone

350 gr di riso
1 manciata di petali di calendula
1 cipolla piccola o scalogno
1/2 spicchio d’aglio
1 noce di margarina
1 manciata di ricotta dura
2-3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
1/2 bicchiere di vino bianco secco
q.b. di brodo vegetale

Preparazione

Iniziamo tritando finemente aglio e cipolla e facendoli rosolare in una padella con la margarina e l’olio d’oliva, prendiamo il riso e uniamolo al condimento con il vino bianco, continuando a mescolare. Lasciare evaporare, aggiungere il brodo vegetale, poco alla volta, fino a cottura definitiva del riso. Cinque minuti prima di spegnere il fuoco, uniamo al composto i petali di calendula.

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