ANIMALI FARMACISTI

ECCO I VERI ESPERTI DELLA NATURA

Buona Domenica, cari lettori, tutti gli animali, indistintamente dalla specie di appartenenza, si curano da soli.

Lo sapevi?

Non so quanto una risposta affermativa, sia così scontata. Quantomeno la davo per assodata io ma, viste le continue domande che ricevo nei vari contesti social, ho capito fosse il caso di scriverci un post.

ISTINTIVAMENTE GLI ANIMALI SI CURANO DA SOLI ATTRAVERSO LA NATURA!

Avrete sicuramente visto, il vostro cane mangiare l’erba quando si trova in giro nei prati o campi, oppure il vostro gatto, beh lo sta facendo per ripulirsi l’apparato intestinale.

Esiste una disciplina di studi chiamata zoofarmacognosia, che si occupa di carpire i metodi e le pratiche utilizzate dagli animali per curarsi dalle malattie.

L’ecologista dell’Università della Pennsylvania Daniel H. Janzen, fu il primo a proporre il concetto di auto-medicazione negli animali nel 1978.

Compì e scrisse documentazioni dettagliate sui comportamenti auto-curativi di una grande varietà di animali, non legati alle abitudini alimentari ma persino alla capacità di poter utilizzare i metaboliti secondari di alcune piante come stimolanti, lassativi, antiparassitari, antibiotici o antidoti per le tossine accumulate.

Se leggessimo i classici greci e latini scopriremmo come, già nell’antichità, citassero numerosi casi di animali che usavano istintivamente l’auto-medicazione ricorrendo alla piante.

L’uomo scoprì le capacità curative e medicamentose delle piante, proprio osservando come, gli animali in cattività, riuscissero a curarsi da determinati disturbi cibandosi di foglie, radici e frutti.

Ora vediamo, come e cosa poter procurare ai nostri amici animali perché possano continuare ad usare metodi naturali per curarsi, invece di ricorrere ai farmaci.

Quando un animale è malato, dunque, od intossicato, ricorre in modo del tutto consapevole, a determinate erbe curative. Sia attraverso l’istinto sia, in alcuni casi, tramite l’apprendimento trasmesso da individui più vecchi.

Pensate che, il Tordo, andava di gran lena a cercare il Giusquiamo, per avere l’antidoto necessario al veleno, dopo aver mangiato il Ragno crociato.

Le cicogne cercano l’origano come medicinale mentre corvi, taccole, pernici e ghiandaie quando son malate si purgano mangiando le foglie verdi dell’Alloro, utilizzata anche dai polli allevati liberi.

Le gru vanno a caccia dei germogli dei giunchi, mentre anatre, oche e molti altri uccelli acquatici si curano ingerendo l’erba Siderite, conosciuta anche nell’antica tradizione toscana come l’“Erba della paura”, dato che che veniva impiegata per calmare gli stati di agitazione ed ansia.

La Valeriana officinalis, conosciuta anche come “l’erba dei gatti”, da non confondere con la Nepeta Cataria cioè l’erba gatta, attira i felini sia selvatici che domestici, che amano rotolarsi tra le sue tenere foglie perché, la valeriana, ha proprietà stimolanti per il sistema nervoso del gatto, simili a quelle dell’erba gatta, e causa nel felino una sensazione di euforia, piacere e benessere.

L’erba gatta, appunto, è un’altra pianta amatissima dai gatti che arrivano anche a masticarla. Recenti studi hanno confermato che questo vegetale contiene vitamine, minerali, olii essenziali e soprattutto il nepetalattone, sostanza che sembra essere la principale responsabile degli effetti sull’animale fungendo da vero e proprio feromone del gatto.

Quali piante usare per curare i nostri amici animali?

Aglio: antiparassitario naturale, ottimo per combattere i vermi, stando molto ma olto attenti ai dosaggi e dato in purezza (crudo) ne cura la presenza e neutralizza la formazione.

CURCUMA: antinfiammatorio per eccellenza, la cui capacità curativa riesce a superare quella di farmaci usati maggiormente dai veterinari.
I suoi curcuminoidi sono dei temibili battericidi. La sua attività si svolge inoltre nel fegato e nella cistifellea e risulta utile in casi di calcolosi biliare e infiammazione alla cistifellea.

PROPOLI: antibiotico naturale non estremamente forte, ma comunque buona e senza effetti collaterali. Risulta un ottimo immunostimolante, antinfiammatorio, antibatterico e fungino, oltre a contrastare determinati ceppi virali.

ROSA CANINA: i principi attivi di questa pianta proteggono la circolazione e il sistema cardiovascolare, attivando i poteri difensivi dell’organismo, svolge una attività depurativa, blandamente diuretica e lassativa, e agisce come emolliente sulle mucose intestinali. Il cane non necessita di vitamine da fonti esterne, producendole dal glucosio, potrà trovare nella rosa canina una valida amica in caso di stati febbrili, infiammatori acuti e di diarree profuse.

PSILLIO: le mucillagini dello psillio, attivate miscelandola all’acqua, sono idrofile non appena entrano in contatto con essa, formano un gel. Da utilizzare in casi di stitichezza o necessità di una evacuazione repentina, questo gel facilita l’uscita. Se assunte prive d’acqua ed ingerite, servono in casi di diarrea assorbendo i liquidi in eccesso. Ci troviamo di fronte ad un regolatore del transito meccanico.

RIBES NERO: interessante pianta per via della fragilità capillare. I poteri del ribes fungono da angioprotettivo, rafforzano il sistema sanguigno e di conseguenza l’epidermide, spesso colpita da irritazioni, trova in esso un ottimo protettivo. Antinfiammatorio naturale in casi di allergie. Il ribes contiene polifenoli, vitamina C e mucillagini.

Questi sono alcune delle piante ricercate in cattività, dagli animali per prevenire o curare determinati disturbi, studiate e rese fruibili anche per gli animali domestici che altrimenti, non saprebbero come procurarsele, non perché incapaci ma appunto perché domestici e non lasciati allo stato brado.

altre curiosità

I pappagalli in libertà cercano l’argilla per favorire la digestione; le lucertole per contrastare l’effetto del morso del serpente, mangiano alcune specifiche radici. I tamarini, scimmie diffuse in Sud America si mangiano interi senza rompeli in pezzi, grossi semi (1,5 centimetri di diametro) perché passando dall’intestino lo puliscono dai parassiti.

Il lemure macaco o il maki nero, si strofinano la pelliccia sui millepiedi velenosi, per allontanare i parassiti della pelle. Gli oranghi del Borneo, quando hanno dolori muscolari, cercano le foglie di commelina che mangiano dopo averle lavorate manualmente per una mezz’ora.

Scoiattoli ed uccelli, per allontanare pulci e acari si sfregano pelo e piume con le formiche perché contengono acido formico.

Persino nell’era moderna, il mozzicone di sigaretta è ricercato con attenzione dagli uccelli per farsi il nido, perché, nonostante tutto, contiene qualcosa di naturale, il tabacco, i volatili cittadini hanno imparati che serve per allontanare pidocchi e acari.

Sembra proprio che sia il mondo animale l’insegnate principale da cui imparare a prednersi cura di sé.

Come sempre vi ringrazio e vi auguro un felice giorno!

Alessia

5 pensieri riguardo “ANIMALI FARMACISTI

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