Intervista a “Fuga di Sapori”

Fuga di Sapori è un progetto di Economia Carceraria e Circolare nato nel Carcere di Alessandria.

Abbiamo avuto il piacere, qualche tempo fa, di incrociare nel nostro cammino, questa realtà, della quale onestamente mi sono e ci siamo subito incuriositi ed appassionati.

L’intervista risale a un bel pò di tempo fa, ma è stata volutamente ritardata. Il motivo è molto semplice, volevamo portare questo articolo, ad un pubblico ancor più vasto dovendo pazientare un pochino.

Bando alla ciance, vi riportiamo qui sotto l’intervista fatta ad Andrea, portavoce del progetto. Buona lettura!

Fuga di sapori, dove, quando e perchè nasce?

La nostra Associazione lavora nel Carcere di Alessandria da qualche anno supportando l’amministrazione in progetti sociali a favore dei detenuti e del loro reinserimento lavorativo. Da un’esigenza particolare dell’ente, di rifunzionalizzare la falegnameria interna al carcere è nato il progetto SocialWood che ha permesso di rendere produttiva la falegnameria formativa. Passando per caso davanti al carcere con la Direttrice e la responsabile dell’Area Trattamentale abbiamo visto due garage in disuso e quasi per scherzo abbiamo detto: “sarebbe bello aprire un negozio qui”. Dopo quasi un anno di carte bollate, abbiamo aperto un varco nelle mura di cinta e aperto la prima bottega solidale all’interno di un carcere italiano, totalmente arredata con il lavoro di SocialWood. Da lì la nascita quasi spontanea di “Fuga di Sapori”: un progetto per rendere noto tutto “il buono che viene da dentro” e creare collaborazioni tra le varie realtà di economia carceraria per nuovi prodotti. 

Quali sono i vostri obiettivi?

Prima di tutto creare lavoro. Solo tramite il lavoro è possibile recuperare le persone e ricostruire le loro storie personali, riducendo la recidiva.

Fuga di Sapori nasce anche per far comprendere l’importanza e la bontà di tutto quello che viene prodotto nelle carceri: materie prime eccellenti, artigianalità e genuinità delle produzioni con un grande valore aggiunto: formazione e lavoro di soggetti che hanno voglia di riscattarsi.

Quali traguardi avete raggiunto da quando siete nati?

Siamo nati da poco, un anno e mezzo fa. Tuttavia abbiamo raggiunto importanti obiettivi: lavoriamo con alcune cooperative già avviate e con i nostri stessi valori: Lazzarelle nel carcere femminile di Pozzuoli, Cooperativa l’Arcolaio (Dolci Evasioni) nel carcere minorile di Siracusa, Emme25 (Dolcissime Evasioni) del Carcere di Vicenza.

Con SocialWood abbiamo formato molti detenuti e inserito 6 persone che lavorano (o hanno lavorato) stabilmente in falegnameria.

La bottega invece è un ambiente protetto in cui inserire soggetti svantaggiati: abbiamo avuto con noi per quasi un anno Gloria del Centro Down di Alessandria e a breve, quando la situazione covid-19 rientrerà, accoglieremo nella nostra squadra un nuovo ragazzo del centro.

Prima che tutto si bloccasse con detenuti in articolo 21 abbiamo gestito bancarelle nel centro città e ci piacerebbe che da evento sporadico, divenisse una attività stabile.

Che prodotti avete e come li producete?

Principalmente abbiamo birre artigianali e prodotti agricoli conservati. Non abbiamo una produzione interna alimentare, in quanto le nostre produzioni sono legate alla falegnameria. Tuttavia è un mondo talmente interessante in cui le nostre capacità e i nostri spazi unici in Italia sono a disposizione di chi ha voglia di lavorare insieme a noi. Dall’unione delle idee e produzioni sono nate “la Sbirra” birra artigianale prodotta con gli agrumi del carcere di Siracusa o la “Skizzata” birra aromatizzata alla camomilla del carcere femminile di Pozzuoli.

Altri prodotti sono allo studio e a breve nasceranno “la Brigantella – crema alla nocciola col cuore di caffè” e “il Brigante – liquore al caffè” piuttosto che i dolci stagionali “il Maskalzone – panettone di pasticceria con i canditi del carcere di Siracusa” o “la fuggitiva – la colomba di pasticceria con canditi e mandorle del carcere di Siracusa”. Stiamo lavorando anche con Dolcissime evasioni del carcere di Vicenza per studiare nuovi prodotti

I prodotti possono essere spediti in tutta Italia? Siete presenti su Amazon?

I prodotti sono tutti online sul “bottega elettronica” all’indirizzo

https://www.fugadisapori.it/ consegniamo in tutta Italia.

Quali sono le persone che gestiscono “Fuga di Sapori” ed esempio chi si occupa del marketing, chi della produzione, chi della gestione amministrativa.

Fuga di Sapori e SocialWood sono progetti fatti di persone che si sono appassionate al tema dell’economia carceraria e circolare. 

Tutte le attività sono seguite da risorse interne di Associazione ISES, in quanto tutto è internalizzato per poter utilizzare le risorse per pagare i detenuti che lavorano il progetto. Non abbiamo consulenti o addetti al marketing in quanto siamo fortunati: all’interno dell’Associazione abbiamo risorse altamente qualificate che con passione seguono ogni attività del progetto. Ultimamente anche alcuni volontari ci danno una mano con la bottega.

Quali sono i vostri mezzi di comunicazione?

Principalmente Instagram e Facebook. I media locali sono molto attenti e vicini al progetto e alcuni giornalisti del territorio seguono con passione la crescita del progetto.

Come la struttura carceraria vi sostiene in questo progetto? Avete fondi stanziati dal pubblico che vi aiutano o da privati?

L’aiuto e il sostegno dell’Amministrazione è sostanziale. Ma non dobbiamo dimenticarci anche della Polizia Penitenziaria che con grande spirito di collaborazione ci sostiene.

Dal punto di vista delle risorse economiche il progetto è stato studiato e pensato per mirare all’auto-sostenibilità, tuttavia dobbiamo ringraziare la Fondazione Social, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, la Banca d’Italia, la Fondazione Cattolica Assicurazioni, L’otto per mille della chiesa Valdese, l’otto per mille della Chiesa Buddhista.

Che scopo ha la vendita dei prodotti?

Tutto quanto raccolto dalle attività della bottega sostiene SocialWood: l’acquisto delle materie prime, la manutenzione ordinaria, il costo del Personale e tutto ciò che permette di sostenere i detenuti e, in alcuni casi, le loro famiglie.

quello che voglio aggiungere personalmente è questo, ANDATE SUL LORO SITO CLICCATE E ACQUISTATE I LORO PRODOTTI!! Sosteniamo questi progetti!!

Al prossimo articolo…ancora tisane tisane e tisane…unboxiamo!!

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