Storia e Verità sui Farmaci

BENVENUTI SUL CANALE ERBE DEL BENESSERE, UN ALTRO BEL TITOLO INTRIGANTE, SEGUITECI IN QUESTO PERCORSO TRA PILLONE, AMPOLLE, preparati, pozioni, medicamenti dal sapore antico. chiudete gli occhi e inspirate profondamente gli aromi curativi della natura.

Nell’antica grecia si indicava con il nome pharmakon sia una sostanza tossica che un rimedio medicamentoso, atto a curare uno stato morboso.

Secondo Ippocrate di Kos, il padre della medicina, IV sec. a.C. sono farmaci tutte le sostanze capaci di variare lo stato esistente dell’organismo.

Quella del farmaco è una storia che percorre 7000 anni, tutta racchiusa nella prima opera in bilingue, realizzata da Luciano Caprino e promossa dall’Aifa, chiamata appunto “Il farmaco, 7000 anni di storia”.

La cura naturale è passata da ambiti monastici alla ciarlataneria, dalla scienza alchemica alla oscura vicenda legata alla streghe tutt altro che ciarlatane visto che nel 1100 prima della caccia alle streghe adottata dalla chiesa, questi medici erboristici antichi curavano indiscusse alla luce del sole, vedi suor Hildegard di Bingen. Alla pratica magica sacerdotale fino alla medicina chimica.

Ad oggi nel XXI secolo il rapporto farmaco scienza si pone in ambiti come la biotecnologia e la ricerca delle malattie rare. Non a caso affrontiamo questa tematica ora, in un frangente storico che ricorderemo anche nei libri, come l’anno della pandemia del Covid-19.

La definizione di farmaco di Ippocrate viene ancora utilizzata ai giorni nostri e non fa differenza tra sostanza in grado di recare danno e sostanza capace di recare beneficio.

Per capire meglio il concetto sappiate che si ritiene un farmaco sia un medicamento in grado di curare stati morbosi, sia sostanze, come gli agenti inquinanti ambientali capaci di recare danno ai soggetti viventi.

Nel 1894 Sir William Osler disse: “Ma sappiate che l’uomo ha una vocazione innata per la terapia. Il desiderio di prendere medicinali è una caratteristica che distingue l’uomo dagli animali. Orbene è proprio questo uno dei maggiori ostacoli contro cui dobbiamo lottare”.

Da queste parole deduciamo che già nell’800 il ricorso al farmaco aveva sviluppato quella dipendenza giunta poi ai giorni nostri. La corsa alla cura farmacologica è ormai viscerale, automatica, si ritiene spesso che i rimedi naturali, siano ben lontani dalla capacità di efficienza specifica di quei farmaci tanto ben pubblicizzati, imbellettati e resi indispensabili.

Manca l informazione adeguata, manca la voglia di capire, di ragionare con la propria testa, siamo la famosa società take away, di certo non è per la mancanza di tempo ma per la mancanza di conoscenza.

Vediamo da vicino da dove nascono allora questi moderni piccoli e compressi miracoli, i farmaci si suddividono anche in base alla loro diversa provenienza e natura. Possono essere ricavati da tre grandi regni naturali quali, il vegetale, l’animale ed il minerale oppure prodotti in sintesi nel laboratorio chimico.

Seguiamo la linea temporale degli aventi

Dal regno vegetale giungono i principi attivi farmacologici come gli alcaloidi (morfina, stricnina e reserpina), i glucòsidi, alcuni grassi come l’olio di ricino, essenze come la canfora e la penicillina e molti altri.

Dal regno animale invece, l’olio di fegato di merluzzo, od estratti di organi e ormoni come l’insulina. 

Da quello minerale, i sali di mercurio, oggi sali di ferro, zinco, calcio, magnesio, alluminio e molti altri.

La sintesi chimica in ultima, ha la capacità di riprodurre quasi tutti i principi attivi dei farmaci provenienti dai tre regni naturali, realizzando la stragrande maggioranza dei medicamenti oggi utilizzati, tra cui sulfamidici, antitumorali, farmaci attivi contro malattie infettive, mentali, cardiovascolari ed altre importanti patologie.

Il farmaco usato come medicamento può risultare un rimedio insostituibile e valido, ma anche in grado di provocare effetti tutt’altro che benefici, tossici in modo elevato che possono addirittura portare alla morte. Dunque sono le CONDIZIONI DI USO in relazioni ad esistenti o preesistenti condizioni del malato a determinarne l’effetto benefico ovvero un effetto dannoso.

In più non dimentichiamo che per testare i farmaci vengono, nella stragrande maggioranza delle big Parma, utilizzati gli animali. Forse il valore di ogni singola vita su questo pianeta vari a seconda di cosa viene in tasca a noi?

Con l’uso delle erbe naturali si ferma anche lo sfruttamento animale.

In sintesi ad oggi per farmaco si deve intendere qualsiasi sostanza che determina nell’organismo modificazioni funzionali da utilizzare  a scopo terapeutico e/o per comprendere i processi fisiologici e/o per la diagnosi di malattie, comprendendo i mezzi di contrasto impiegati nella diagnostica per immagini.

I farmaci possono dunque

ostacolare o sopprimere le cause delle malattie

bloccare o ridurre i meccanismi di uno stato morboso 

contrastare i sintomi della malattia

alleviare lo stato di sofferenza senza portare a guarigione conosciuti col nome di palliativi

Le ricerca alla cura quindi nasce in un passato remoto, la sua conseguente evoluzione ad un’Era recente, dall’ assunzione di piante di origini naturali e spontanee, in farmaco, è sicuramente dovuta avvenire in quanto siamo siamo un mondo in continuo mutamento. Ma chiediamo, avanzare significa perdere la connessione con la ragione? Avanzare vuol dire dimenticare? Eppure 29 miliardi all anno sono spesi in medicine delle quali non conosciamo gli eccipienti base, non sappiamo da dove vengono, su chi son restati per anni e quanto costano alle aziende farmaceutiche. E tu quanto paghi la tua salute?Basti pensare a come la tecnologia negli ultimi 100 anni abbia fatto passi da gigante per renderci la “vita più semplice”, dal trasporto, al turismo, dal cibo, alle malattie. 

Sappiate che un prodotto chimico farmacologico ha un costo parti a qualche centesimo di euro, quel che pagate è marketing sulla vostra salute.

Se avete notato appena sopra abbiamo elencato uno di seguito all altro cibo e malattie, a pillole anche i giornali ne parlano, il the guardian ha dedicato un esaustivo articolo pubblicato il 18 maggio 2020 puntando sul tema “Gli alimenti ultra-trasformati hanno invaso la nostra dieta, ma con quali effetti?” un articolo che consigliamo di andare a leggere. Vi assicuriamo che parleremo molto approfonditamente anche di ciò in uno dei ns prossimi video ma vi invitiamo a cercare nel frattempo! 

Ora invece saliamo in quella che già conoscete essere la nostra macchina del tempo, prima del Medioevo, prima ancora, sincronizziamo l’orologio nella preistoria.

Secondo alcuni studiosi, l’origine della farmacologia coincide con l’origine dell’uomo, che masticava ed ingeriva prodotti vegetali quali semi, corteccia, foglie, fiori e radici dell’una e dell’altra pianta. L’uomo primitivo da qui iniziò a capire come alcune piante potessero provocare il sonno o al contrario la diarrea.

L’uomo percepì, quasi un milione di anni fa, sia per esperienza diretta che osservando la reazione degli animali a determinati alimenti, o dagli effetti dei morsi  velenosi, attraverso la coscienza e il raziocinio, che nell’ambiente circostante esistevano sostanze animali e vegetali si capaci di provocare danni e morte ma anche benefici duraturi per la sua salute.

Nei millenni successivi proseguì l’evoluzione, 5000 anni fa con la nascita di antiche civiltà come quella Cinese, Indiana, ed Egiziana, iniziarono i processi di conoscenza e classificazione dei vari prodotti vegetali che contribuirono allo sviluppo di un’importante cultura erboristica.

Incontriamo nuovamente l’imperatore Chen-nong grande esperto di erbe che scrisse appunto il Pen’tsao una vasta raccolta di rimedi naturali prima provati su se stesso. 

Dalla Cina lanciamo uno sguardo al Giappone, che però già nel XVI secolo risentiva dell’influenza medica dovuta alla presenza nel territorio Asiatico di missionari portoghesi e mercanti olandesi.

Sappiate che anche i Sumeri dell’antica Mesopotamia, in una tavoletta datata 2300 a.C. trovata a Nippur, lasciarono tracce di una raccolta di sostanze ad uso terapeutico, nonchè formulari farmaceutici ed indicazioni sulle loro preparazioni.

Per quanto concerne l’India, troviamo trattati Ayurvedici cioè della scienza della vita.

I papiri egizi parlano di droghe vegetali e dei conseguenti processi di preparazione, citiamo nello specifico il famoso Papiro di Ebers 1550 a.C. circa,lungo 20 mt e alto 20 cm suddiviso in 108 pagine,  contenente piu di mille ricette che prevedono tra l’altro l’uso del miele. Vi troviamo scritti all’interno rimedi a base di lievito, od olio di oliva, piante e prodotti vegetali quali cipolla, aglio, aloe, il giusquiamo, la scilla, la mandragora, il finocchio, la mirra o il papavero.

La lista ovviamente sarebbe lunga troppo lunga e non vorremmo farvi addormentare perché ci serve la vostra attenzione. Andiamo avanti non prima di dirvi che nel papiro si trovano pure le modalità di utilizzo come miscelazione, triturazione, riduzione in polvere, bollitura, filtrazione o esposizione ad ambiente esterno.

Oltre alle indicazioni d’uso 

Nell’antica grecia ritroviamo Ippocrate di Kos il padre della medicina, Asclepio era il dio della medicina, l’accurata descrizione di Platone sul trattato Fedone, una delle prime relazioni tossicologiche. 

Paracelso, medico alchimista astrologo e fondatore della medicina spagirica. Scacciato dai ben pensanti e amato dai poveri, fu colui che shockò la medicina del 1500, egli sosteneva che il vero medico dovesse uscire da scuole e università perché doveva imparare la la sapienza nascosta in tutte le cose attraverso l esperienza diretta. Era in contrasto con Avicenna, Ippocrate e Galeno

 Citiamo Dioscoride è Galeno di Pergamo dal cui nome deriva la ben nota galenica, cioè l’arte di preparare il farmaco da parte del farmacia nel proprio laboratorio farmaceutico.

7000 anni da ripercorrere in una sola puntata sono impossibili, facciamo un ritorno veloce ai giorni nostri, confutiamo che il curarsi con le erbe è sempre stato il metodo di sollievo e terapeutico dalla notte dei tempi fino a poco fa. Sappiamo che l esplosione industriale ha contribuito ad uno sviluppo esponenziale di ogni tipo di settore compreso quello farmaceutico. La quantità di popolazione nell ultimo secolo ha vissuto una rapida impennata dovuta anche al fatto che è avvenuto un massiccio aumento della produttività agricola e al progresso medico che ha eliminato ad esempio le pestilenze ed epidemia come peste o ebola.

Più siamo più malattie nuove escono, meno tempo educativo si concede per imparare che il nostro corpo è una macchina con esigenze di equilibrio,ma questa società a cui siamo abituati pretende che si impieghi più tempo per lavorare e produrre, sfamare e ricominciare il giorno seguente. Per dovere di cronaca non possiamo limitarci a ciò che vogliono farvi vedere ma anche a ciò che non vogliono che sappiate. 

Vorremmo riportarvi una frase

“Le aziende farmaceutiche non meritano più la nostra fiducia

per la loro arroganza e per il loro palese disinteresse

per la salute della popolazione”

Drummond Rennie, vicepresidente del JAMA

The Journal of the American Medical Association

Non vogliamo assolutamente dire che il farmaco non serva…ma tutti?

L’ultimo libro del dottor Peter C. Gøtzsche, “Medicine letali e crimine organizzato” è inquietante.

Se non fosse stato scritto da uno scienziato di fama internazionale il cui curriculum professionale è inossidabile e inattaccabile verrebbe da non crederci.

Due lauree (medicina e chimica) hanno permesso a Gøtzsche di lavorare direttamente per le aziende farmaceutiche sia come informatore impegnato a lanciare i nuovi farmaci sia come responsabile del prodotto. Quindi uno che conosce molto bene come funziona il Sistema dal di dentro…

Ha diretto inoltre il prestigioso e indipendente Nordic Center della Cochrane Collaboration.

Nel libro Gøtzsche spiega dettagliatamente, studio dopo studio come le aziende farmaceutiche siano riuscite a nascondere il fatto che i farmaci, al pari del tabacco, sono uno dei killer più spietati al mondo.

Le industrie grazie a comportamenti fraudolenti sia nel campo della ricerca che della promozione commerciale hanno sempre nascosto la letalità dei loro prodotti, e non appena emergono dati convincenti sulla loro pericolosità, vengono puntualmente realizzate ricerche di scarsissima qualità, spesso falsificandole, che arrivano a conclusioni opposte, generando volutamente confusione sia nell’opinione pubblica che nel mondo medico.

Così facendo le aziende guadagnano tempo e le persone continuano a prendere farmaci e a morire…

Le epiteta come organizzazioni criminali

Per comprendere i livelli di corruzione e amoralità che circolano nelle sale ovali delle principali multinazionali ecco un elenco incompleto di condanne che hanno ricevuto.

Questo è solo uno dei tantissimi motivi delineati magistralmente nel libro che permettono al dottor Gøtzsche di paragonare le lobbies della chimica e farmaceutica alle organizzazioni criminali. Anzi, queste ultime uccidono di meno.

Le multe sono state affibbiate per truffe vere e proprie, corruzione di medici, omissioni volontarie di eventi avversi, prescrizioni off-label (fuori dalle indicazioni terapeutiche), promozioni illegali e informazioni ingannevoli.

Pfizer: 2,3 miliardi di dollari nel 2009; Novartis: 423 milioni di dollari nel 2010; Sanofi-Aventis: 95 milioni di dollari nel 2009; Glaxo-SmithKline: 3 miliardi di dollari nel 2011; AstraZeneca: 520 milioni di dollari nel 2010; Johnson & Johnson: 1,1 miliardi di dollari nel 2012; anche qui la lista è lunga.

Perché parlare di questo, perché è vitale sapere. Sapere da la libertà di scegliere, non conoscere significa accettare passivamente.

Vogliamo promuovere la vita sana, il prendersi cura di se stessi partendo dal corpo arrivando allo spirito, le piante che ancora oggi, nonostante lo sfruttamento ambientale, i parametri inquinanti di PM10 o altre sostanze, continuano a nascere e svilupparsi, possono indiscutibilmente conservare, tramite il loro utilizzo quotidiano, il nostro corpo da attacchi da parte di virus, batteri ed altre patologie anche gravi.

Avete mai sentito parlare di psicosomatica? 

C’è bisogno di svegliarsi dallo stato di torpore al quale questa società ci ha abituati e sul quale noi ci siamo adagiati senza dire nè A nè B. Non ci poniamo più domande, per he ci han fatto presumere di non aver bisogno di sapere oltre a quello che ci viene inculcato dai media.

C’è bisogno di trovare nuovamente la propria dimensione. Se vi dicessimo che vi state uccidendo da soli in modo costante e silenzioso? Il rispetto per se stessi è indispensabile per individuare velocemente quale percorso intraprendere. 

La scienza erboristica, la naturopatia, la scienza alimentare devo essere i NUOVI CANALI da utilizzare per ridare al proprio corpo quello di cui ha bisogno e che è un diritto di tutti LA SALUTE. Il tempo lo si trova basta volerlo!

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