Lavanda storia, miti, leggende, benefici e rimedi

Finora grazie alle puntate precedenti abbiamo conosciuto erbe che prima di tutto usavamo prettamente in ambito culinario e delle quali poi abbiamo scoperto le proprietà in altri impieghi, in questa occasione invece faremo un percorso inverso dato che la lavanda é più conosciuta per le sue applicazioni in ambito estetico e del benessere che nel campo culinario. Oggi dunque scopriremo il connubio tra profumo e gusto anche in ricette sfiziose e innovative. 
Un detto paragona la lavanda ad una dama alla quale si deve dedicare il tempo necessario e il rispetto che merita.
Questo sarà un viaggio incredibile alla scoperta di una delle piante più conosciute ma che nasconde tanti piccoli e dolci segreti. Ci faremo cullare dalle sue note rilassanti dal bellissimo colore blu viola dei suoi fiori e da quell’inebriante profumo che la contraddistingue…diamo dunque inizio a questa storia.
I racconti sull’origine della lavanda profumano di fiaba. La più conosciuta narra di una bellissima fata di nome Lavandula nata e cresciuta fra le lande selvagge della montagna di Lure (Francia), che aveva i capelli biondi e gli occhi blu straniti di note violacee. Un giorno, la fata si mise alla cerca di un bel posto dove andare a vivere e lo fece iniziando a sfogliare un libro di paesaggi, fino ad arrivare alla pagina della Provenza, distese di terra arida che le suscitarono grande tristezza. La fata iniziò a piangere cosicché le sue lacrime del colore dei suoi occhi bagnarono la pagina dove era raffigurata la Provenza. Per cercare poi di asciugarla stese un grande pezzo di cielo blu su di loro. Da quel giorno, la lavanda prospera in terra di Provenza patria anche legata alla nascita di molte fanciulle tutte bionde e con occhi blu dalle sfumature color lavanda, che si accentuano soprattutto quando in estate, al calar della sera, si mettono ad osservare il cielo che scende sulle distese dove la pianta cresce. 
Un’antica favola persiana invece racconta che il re di Persia, aveva promesso in sposa ad un potente sultano la sua bellissima figlia, in precedenza affidata ad un giovane e colto tutore dagli occhi azzurri del quale ella si innamorò perdutamente. Un sentimento quello tra l’insegnante e la principessa destinato all’infelicità per motivi di Stato e differenza sociale. Ahura-Mazda, il dio egizio della Luce, ebbe compassione di questi due giovani amanti, e così una notte li accolse in cielo fra le sue stelle, lasciando al loro posto sulla terra una piantina di lavanda.
Nella mitologia greca era dedicata a Ecate, dea lunare assai misteriosa e protettrice delle maghe e degli indovini. Nella notte del solstizio estivo, le streghe che praticavano la magia bianca erano solite offrire un mazzetto di fiori di lavanda come buon auspicio. I superstiziosi invece, nella stessa notte, mettevano le spighette sulle soglie delle porte e delle finestre per allontanare le fattucchiere dalle cattive intenzioni e per proteggersi dalle loro maledizioni.
La coltura della lavanda, riproposta da un po’ d’anni in Alta Langa a Sale San Giovanni, nel periodo della fioritura crea un paesaggio evocativo: terra chiara e fiori blu, del tutto simile a una piccola Provenza.

Il nome popolare della pianta é Spighetta di San Giovanni perché legata al giorno della sua raccolta con quello del calendario cristiano dedicato a San Giovanni Battista il 24 giugno. E’ infatti tra le principali aromatiche per l’Acqua di San Giovanni insieme a rosmarino, iperico, ruta, artemisia, salvia, verbena, mentuccia e tutte quante le buone erbe che si raccolgono, in concomitanza con il loro tempo balsamico, nel periodo solstiziale estivo.

Il folclore vuole che questa magica pozione si prepari la notte antecedente la festività del 24 giugno, mettendo a macero i vegetali raccolti in luoghi incontaminati, disposti in un bacile colmo di acqua sorgiva, all’aperto. L’esposizione alla luna e alla rugiada del mattino, secondo l’antica tradizione alchemica arricchirebbe l’acqua di quei benefici straordinari principi posseduti da erbe e fiori in quel preciso momento dell’anno, tramutandola in un potente lavacro per dar splendore e salute alla pelle e scaramanticamente offrire un anno d’amore e felicità a chi ne faccia uso.
In epoca medievale, in un paese vicino Viterbo, vi era una vallata dove si coltivava solo la lavanda, si racconta che gli abitanti di quel luogo fossero persone pacifiche e che non litigavano mai proprio grazie all’energia ed all’ essenza emanata dalle piante.
Un ultimo racconto la lega alla dea Venere che sembra la utilizzasse nei suoi riti magici d’amore, per attirare gli uomini garantendo felicità, protezione, purificazione e gioia. Da qui la tradizione in alcuni popoli di inserire spighe di lavanda all’interno del corredo di una sposa per augurare felicità e prosperità.
Il nome della lavanda, deriva dal latino lavandula, recepito poi nella lingua italiana dal gerundio del verbo lavare (lavandus, lavanda, lavandum cioè essere lavato proprio per collegarla con l’antichità dove veniva impiegata per detergere il corpo soprattutto in epoca medievale.
Appartiene anch’essa alla famiglia delle laminacee, la sua diffusione è principalmente legata nel bacino del mediterraneo, la sua presenza si snoda dal nord Africa, all’ Asia, per poi trovarla anche nella penisola arabica ed infine in India.
L’habitat ideale è quello tipico da temperato a subtropicale. Ovviamente il luogo per eccellenza dove trovare la lavanda e la Provenza nota regione del sud della Francia.
Ne esistono svariate specie tra cui la lavandula officinalis o angustifolia.
Nella nostra penisola menzioniamo la zona del Colle di Nava provincia di Imperia in Liguria, dove vi si trova una celebre coltivazione di lavanda che risale al 1916.
Passiamo ora ai benefici

I fiori di lavanda utilizzati in fitoterapia hanno innumerevoli proprietà, che si trovano presenti nell’ olio essenziale tra cui linalolo, limonene, cineolo, canfora, beta ocimene, tannini, acido ursolico, flavonoidi e sostanze amare. 
I suoi principi attivi conferiscono alla lavanda in azione sedativa e calmante che agisce sul sistema nervoso e che consente di utilizzarlo in caso di ansia, agitazione, nervosismo, mal di testa, stress oppure insonnia.
Svolge inoltre in azione balsamica alleviando le vie respiratorie da sintomi di influenzali come tosse in presenza di catarro e raffreddore.
Possiede inoltre proprietà carminative e antispasmodiche che permettono l’intestino ad evitare presenza di aria al suo interno calmando inoltre i dolori e gli spasmi addominali distendendo la muscolatura del ventre. Assolutamente se soffrite di crampi dovuto al ciclo mestruale.
È un calmante nervino ciò sta a significare che può essere applicato in caso di vertigini, emicranie e dolori nervosi alla testa.
Per quanto concerne l’uso esterno le proprietà sono:

Detergenti

Antinfiammatorie

Analgesiche

Antibatteriche

Cicatrizzanti

Decongestionanti

Antimicotico 
Si utilizza per detergere ferite e piaghe per alleviare dal prurito anche quello dovuto alla puntura di insetto. 

Alleato anche nella riduzione delle irritazioni del cavo orale. 
Della lavanda possiamo utilizzare, i fiori essiccati, la tintura madre e l’olio essenziale.
Questa pianta non ha particolari controindicazioni, é ben tollerata e quindi utilizzabile da tutti. Occorre come diciamo sempre, non eccedere con i quantitativi o nello specifico esserne allergici.
Ricordatevi sempre di fare la prova di compatibilita cutanea prima dell’utilizzo se non ne avete mai fatto uso in precedenza 
La sua versatilità la rende adatta anche ai più piccoli. 

Là si può applicare nei neonati per detergerne il cuoio capelluto in caso di crosta lattea o per lenire gli arrossamenti da pannolino. In tal caso però chiedete consiglio al pediatra su modalità e dosi di impiego

Vi sono usi giunti dalla medicina Ayurveda anche per le donne in gravidanza.
Per le specifiche peculiarità e capacità terapeutiche di questa pianta consultate le ricette ed i rimedi che troverete dettagliati sul nostro sito http://www.erbedelbenessere.com.
Prima di lasciarci uno sguardo alla lavanda in cucina. 

Dai fiori essiccati, alle foglie aromatizzano dolci, danno un tocco unico anche a ricette salate. Viene considerato meraviglioso il risotto alla lavanda. Potete usare nelle ricette anche l’olio essenziale di lavanda bio al 100% che permette l’assunzione alimentare. 

Per cui liberate la fantasia, con biscotti, torte, croissant, bevande e tanto altro.
Non dimentichiamo poi i famosi sacchetti di organza negli armadi per proteggere e profumare i capi.

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