Cenno al Passato

La storia delle erbe officinali parte da lontano, si attribuisce infatti all’imperatore Chen-nong del XXVII° a.C. il Pen-T’sao (origine delle erbe) il primo trattato sulle piante medicinali che sia mai stato scritto.

Si narra che lo stesso imperatore sperimentasse su se stesso le virtù curative o tossiche delle ricette da lui realizzate. Anche nei papiri egizi si trovavano fonti inerenti all’uso di piante a scopi benefici o curativi come il rosmarino, il finocchio, il timo, il coriandolo o il melograno. Continuando ad indagare nel passato, lo studio delle virtù curative delle piante vide nella Grecia un grande bacino e forte sviluppo. Oltre ai raccoglitori di radici medicinali ( Rhizomotoi), vi naquero grandi botanici, medici e naturalisti. Ricordiamo ad esempio, Ippocrate di Cos, padre della medicina – (V° Secolo a.C.). Molti, moltissimi furono coloro che contribuirono in tempi e modi diversi allo sviluppo della conoscenza nel mondo delle piante ed erbe officinali. Ricordiamo velocemente Claudio Galeno (129-201 d.C.) Studioso di medicina, da lui l’espressione “Galenica” che troviamo tutt’ora nelle farmacie per indacare l’arte della preparazione di farmaci da parte del farmacista direttamente in farmacia. Troviamo poi Avicenna (979 – 1037 d.C.) che importò droghe esotiche e mise a punto nuove tecniche di estrazione ed utilizzo dei principi attivi delle piante.

Nel medioevo, con la scoperta del Nuovo Mondo e la nascita di orti botanici si potè intensificare ed impreziosire lo studio. Sicuramente il fine e meticoloso lavoro portato avanti per secoli dai monaci a la loro sapiente conoscenza nel campo botanico, ha fatto in modo che arrivassero fino ai giorni nostri, ricette, medicamenti dal sapore e dai profumi legati ai tempi passati.

In fin dei conti non scordiamo mai che alla base dello star bene c’è la conoscenza di noi stessi e dell’equilibrio.

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